martedì 25 ottobre 2016

Gianfranco Lagioia -- Le merci e la nuova economia

Le merci e la nuova economia. I merceologi si sono incontrati a Varna per discuterne in un convegno seriale giunto alla XX edizione.

Gianfranco Lagioia, università di Bari

Dal 12 al 16 settembre 2016 si è tenuta a Varna (Bulgaria), presso l’University of Economics di Varna, la XX conferenza internazionale dell’IGWT (International Society of Commodity Science and Technology) dal titolo “COMMODITY SCIENCE IN A CHANGING WORLD”.
L’IGWT è un’associazione internazionale che raccoglie le accademie nazionali di merceologia perlopiù presenti in Europa centro orientale e in estremo oriente e il primo congresso internazionale si tenne nel 1978 a Vienna. L’Italia ha ospitato due volte tali conferenze la prima Bari nel 1983 e la seconda Roma nel 2012.

mercoledì 13 luglio 2016

Bruno Notarnicola, Dialogo con Giorgio Nebbia

Università Roma 3, 9 maggio 2016


Bruno Notarnicola

Dialogo con Giorgio Nebbia

Nebbia, Signor Presidente, ringrazio lei e tutti i colleghi per aver organizzato, come Accademia Italiana di Scienze Merceologiche, l’associazione italiana dei cultori di Merceologia e delle discipline affini, questo incontro in occasione del mio novantesimo compleanno.

Notarnicola. Professore, come si è avvicinato alla Merceologia?

Nebbia, Da ragazzo volevo fare l’ingegnere, poi per vari eventi, quando ancora ero studente, un giorno ho messo piede in un Istituto di Merceologia, quello del prof. Walter Ciusa nell’Università di Bologna. Non sapevo neanche che cosa fosse la Merceologia e poi, piano piano, ho capito che era qualcosa che aveva a che fare con le cose che si producono, che si comprano e che si vendono e che aveva anche degli aspetti tecnici, scientifici, chimici. Mi sono così laureato in chimica e, a poco a poco, un po’ imparando e un po’ insegnando, ho compreso la bellezza di questa disciplina che ho praticato per tutta la vita.
Io dico anzi che, nella mia lunga vita, ho avuto due amori, mia moglie Gabriella e la Merceologia, perché mi è sempre sembrato bellissimo studiare, cercare di capire, e poi parlare, raccontare, le cose che si fabbricano con la materie prime naturali e col lavoro, nei campi e nelle fabbriche e che arrivano poi nei negozi e nelle case.
Devo tutto al Professor Ciusa, il quale mi ha accompagnato nella scoperta della Merceologia insegnandomi a considerare non solo i processi e i caratteri delle merci, ma anche la storia delle tecniche di produzione e della loro evoluzione, della concorrenza fra processi e prodotti, e la necessità di guardare al futuro, su come probabilmente saranno fabbricate, con quali materie prime e come questo influirà anche sulla società e sull’ambiente naturale.

venerdì 31 luglio 2015

Chi è il consumatore

Postfazione a: Michele Boato, “Dalla parte dei consumatori. Storia del movimento consumerista italiano”, Libri dei consumatori, Fondazione ICU, Mestre, 2015, 138 pp., p. 137-138

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

Il protagonista di questo libro è “il consumatore”, l’acquirente di merci e servizi rappresentato da singole persone, fabbricanti o enti (anche lo Stato è un consumatore). Un secondo personaggio è “la merce”, l’universo degli oggetti fisici, materiali, venduti e acquistati in cambio di soldi. Anche i servizi, infatti, dipendono dall’acquisto ed uso di “cose”: per i trasporti c’è bisogno dei metalli e della plastica degli autoveicoli o dei treni e di combustibili; per il turismo c’è bisogno di edifici e di letti e di asciugamani; chi vende bellezza ha bisogno di tinture per capelli, creme e palestre; chi vende elettricità ha bisogno di gasolio o di pannelli fotovoltaici; chi vende acqua ha bisogno di tubazioni e pompe, eccetera.

mercoledì 2 luglio 2014

SM 3611 -- La qualità delle merci -- 2013



Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

Le seguenti considerazioni si riferiscono al concetto di “qualità” sia delle merci sia dei servizi --- mobilità, salute, comunicazione, igiene, eccetera --- perché anche questi, pur apparentemente immateriali, richiedono beni materiali, merci, dai metalli ai carburanti, agli impianti telefonici e televisivi, alle apparecchiature per radiografie, e così via.

Le attività economiche e umane "funzionano", come i fenomeni del mondo vivente non-umano, della biosfera, grazie ad un flusso di materia e di energia: la materia è rappresentata da "cose" ottenute dalla biosfera --- dall'aria, dalle acque, dal suolo, dal mondo vivente vegetale e animale --- per lo più gratis, e da molte altre cose provenienti dalla tecnosfera, dall'universo degli oggetti fabbricati dagli esseri umani per trasformazione dei beni tratti dalla natura: vegetali, animali, fonti di energia, pietre, acqua, minerali, eccetera.

martedì 29 aprile 2014

SM 3652 -- Storia naturale della mucca

La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 29 aprile 2014

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

A guardarla da lontano, con il suo lento ruminare, non si pensa che quel tranquillo animale sia una macchina, non molto diversa da quelle di una fabbrica. Come una fabbrica introduce materie prime e combustibili e produce delle cose utili; così l’erba o il mangime sono le materie prime per il “funzionamento” della mucca che, con la combustione degli alimenti nel suo corpo, vive e produce il latte che arriverà poco dopo sulla nostra tavola. Come una fabbrica “butta fuori” nell’ambiente una parte delle materie in entrata sotto forma di gas e rifiuti e scorie, così anche la mucca, nel suo processo vitale quotidiano butta nell’ambiente gas, urina ed escrementi.

L’esame della storia naturale della mucca fornisce alcune utili informazioni; non è facile redigere una contabilità per gli esseri viventi perché i 1.300 milioni di bovini esistenti nel mondo, 6 milioni in Italia, sono tutti diversi fra loro, ma si possono fare dei conti approssimati. Immaginiamo una mucca ”media” che pesa 500 chili; nel corso di un anno questa mucca mangia circa 3.000 chili di erba e mangimi, e beve circa 10.000 chili di acqua. Qualche tempo prima, la mucca era stata fecondata e aveva partorito un vitello per la cui alimentazione la mucca (come succede per tutti i mammiferi) trasforma una parte del suo cibo nel latte.

sabato 26 aprile 2014

B. Leoci, Codici, merci e rifiuti


Benito Leoci
Università del Salento

L’esigenza di distinguere oltre con un nome anche con un codice o una matricola, prodotti, merci e persino persone, è molto antica, in quanto collegata alla necessità di individuare con precisione, rapidamente e senza possibilità di errori, gli stessi oggetti o persone. Esigenza accresciuta in questi ultimi decenni con la proliferazione di composti e merci di ogni genere. L’attribuzione di un codice ad una molecola, ad un’arma portatile o ad un volume risolve problemi diversi. Nel primo caso si vuole risalire alla formula e alle proprietà chimico-fisiche della molecola, nel secondo si vuole individuare il proprietario o possessore dell’arma, nel terzo caso si vuole facilitare la ricerca del volume (1) in una biblioteca o si vogliono soddisfare altre esigenze (per compilare cataloghi, per motivi contabili, ecc.). L’ultimo settore interessato da un sistema di codificazione è quello dei rifiuti. Nel mentre però negli altri casi è stato relativamente semplice contraddistinguere con un nome o un numero o una sigla l’oggetto o la persona da identificare (si pensi ai mezzi di trasporto, alle abitazioni, al libri, alle partite IVA, ecc.), in altri settori l’impresa si è rilevata più difficile del previsto. Si pensi ai composti chimici e ai loro derivati e ai rifiuti. Esaminiamo più da vicino proprio questi ultimi due settori, in particolare quello dei rifiuti per valutare l’efficacia dei sistemi proposti.

sabato 5 aprile 2014

SM 3643 -- Acciaio meno inquinante ? -- 2014

Geologia dell’Ambiente, 22, (2), 11-15 (aprile-giugno 2014)

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

Di questi tempi l’acciaio non ha buona fama in Italia. Il “caso Taranto”, cioè la scoperta del grave inquinamento provocato dallo stabilimento Ilva ex Italsider, ha messo in discussione la produzione dell’acciaio, ma anche più in generale i “danni” dell’industrializzazione. Non c’è dubbio che la produzione di acciaio non si svolge in un salotto, ma non c’è dubbio che l’acciaio è e resterà tutto intorno a noi, ci piaccia o no. E’ presente nelle abitazioni, nei ponti e nelle strade, in tutte i macchinari, perfino nelle merci più “verdi” ed “ecologiche”. La sua produzione ha accompagnato il “progresso” non solo merceologico, ma anche scientifico, sociale ed umano.