martedì 14 gennaio 2014

SM 3623 -- Nutrire il pianeta -- 2014

La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 14 gennaio 2014

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

L’Italia sta correndo a gambe levate verso l’Esposizione universale di Milano, l’Expo 2015, che aprirà i battenti fra poco più di quattrocento giorni e che si pensa attirerà a Milano e in Italia, dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, molti milioni di persone e molti miliardi di euro. Il tema sarà: “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” e sottintende che, fra l’altro, l’Italia presenterà al mondo i suoi successi nel campo dei prodotti alimentari, la principale fonte di esportazione ”di eccellenza”. Ci sono frenetiche attività intorno alla costruzione della città dell’Expo, alla periferia nord-ovest di Milano, aumenta la martellante pubblicità sulle virtù della buona cucina, sui rapporti fra cibo e salute e bellezza, sui “nuovi” alimenti; ma sarebbe anche l’occasione per ricordare che il cibo che arriva sulla nostra tavola, talvolta abbondante e raffinato, talvolta esposto a sprechi, è il risultato di una gigantesca catena di attività agricole, industriali e commerciali svolte da milioni di persone in tutto il mondo, nei campi, nelle fabbriche, nei negozi.

venerdì 6 dicembre 2013

Ricordo di Valeria Spada (1943-2012)

Giornata nel primo anniversario della morte di Valeria Spada, professore ordinario di Merceologia nell'Università di Foggia, Università di Foggia, 6 dicembre 2013

Elsa M. Pizzoli e Giorgio Nebbia
Università di Bari

Ricordiamo bene la giovinetta che venne e chiedere la tesi in Merceologia, quella disciplina, considerata dagli studenti così “difficile” e che pure offriva un ponte culturale fra le scienze economiche e quelle naturali dal momento che le cose materiali sono ben sempre al centro dell’interesse dell’economia e del commercio. Per la sua buona preparazione liceale le fu affidato un tema insieme storico ed economico, quello del commercio del pepe, un argomento che faceva sorridere i nostri sapienti colleghi ma che in realtà permetteva di ricordava che questa apparentemente modesta merce era oggetto di traffici che coinvolgevano, in quegli anni ottanta, molti miliardi di dollari all’anno, erano esposti a sofisticazioni e frodi che potevano essere svelati con raffinati metodi merceologici e chimici. Il tema fu ripreso da Valerla Spada in un successivo articolo, quando ormai era entrata nella famiglia della Merceologia dell’Università di Bari.

lunedì 21 ottobre 2013

SM 3601 -- Quando la merceologia era ingenua -- 2013


Il blog della Società Chimica Italiana, 20 ottobre 2013

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

Quando non erano ancora stati inventati gli omega3, per caratterizzare gli oli di pesce si seguiva il metodo di Tortelli-Jaffe come segue: “In un cilindretto a piede, con tappo smerigliato e perfettamente asciutto, si introducono 1 cm3 di olio del tutto esente da acqua, 6 cm3 di cloroformio, 1 cm3 di acido acetico glaciale, agitando fino a soluzione omogenea, quindi 40 gocce di una soluzione al 10 % di bromo in cloroformio e si agita nuovamente per qualche secondo: gli olii di animali marini e i loro prodotti di idrogenazione dopo qualche minuto si colorano in verde con riflessi azzurrini o giallognoli e questa tinta si intensifica sempre più entro mezz’ora, passando poi al bruno”. Chimica non tanto ingenua, poi, perché era citata nel Chemische Zeitung, vol. 39, p. 14-15 (1915) dove la reazione è interpretata come dovuta alla presenza negli oli di un cromogeno che, in certe condizioni, si trasforma in una sostanza con un colore caratteristico. La reazione di Tortelli e Jaffe era citata anche nell’ Yearbook of the American Pharmaceutical Association, vol. 4, p. 300 (1915) e in altri testi del tempo, oltre che in tutti i libri italiani di chimica analitica applicata e di Merceologia.

venerdì 27 settembre 2013

SM 1745 -- Per una merceologia del riciclo: venti anni fa -- 1994

la Gazzetta del Mezzogiorno, 17 febbraio 1994

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

Si fa presto a dire pattume: il recente (1993) volume di "Statistiche ambientali", pubblicato dall'ISTAT (l'Istituto Nazionale di Statistica) --- 25.000 lire spese bene per avere un quadro dettagliato degli inquinamenti, dei rifiuti e degli incendi del nostro paese --- spiega che nel 1991 l'Italia ha prodotto 20 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani, quelli che escono ogni giorno dalle nostre case.

Le città producono ogni anno altri 40 milioni di tonnellate di rifiuti che la legge definisce "speciali" (il cui smaltimento richiede particolari accorgimenti): fra questi i rottami di demolizione degli autoveicoli ammontano a un milione e mezzo di tonnnellate all'anno. 35 milioni di tonnellate di rifiuti sono prodotti ogni anno dalle attività industriali e di questi  oltre 3 milioni di tonnellate sono considerati "tossici e nocivi", cioè veramente pericolosi per la salute e la natura. In tutto, poco più o poco meno, ogni anno 100  milioni di  tonnellate di rifiuti solidi, un peso superiore a quello del petrolio e del carbone che entrano ogni anno nel sistema economico italiano.

giovedì 22 agosto 2013

B:Leoci -- Come e dove smaltire i rifiuti -- 2013


La Gazzetta del Mezzogiorno, lunedì 19 agosto 2013

Benito Leoci, Università del Salento bleoci@yahoo.it

Chiunque ultimamente si è trovato a percorrere la statale 106, che va da Taranto a Reggio Calabria, costeggiando lo Jonio, avrà notato, specie nel tratto Crotone – Soverato, enormi cumuli di rifiuti urbani ammucchiati presso i cassonetti ubicati nei vari comuni attraversati. Per la zona di Soverato, una delle più belle della Calabria, si profila un danno di notevoli dimensioni, vista la vocazione turistica della stessa. Nel recente passato è toccato a Napoli, Foggia e Palermo, per citare le più note. Mentre si assiste ad un generale deterioramento del servizio di raccolta rifiuti, allo stesso tempo si nota un continuo aumento della tariffa (o meglio tassa) a carico degli utenti. Come mai?

B:Leoci -- Problemi di rifiuti in Puglia -- 2012

La Gazzetta del Mezzogiorno, 19 ottobre 2012

Benito Leoci, Università del Salento bleoci@yahoo.it

Il 24 agosto 2012 nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia è apparsa la legge regionale n. 24 avente uno strano titolo: “Rafforzamento delle pubbliche funzioni nell’organizzazione e nel governo dei Servizi pubblici locali”. Dalla lettura dell’articolato si apprende che in pratica si tratta del solo servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, quelli prodotti nelle abitazioni, per intenderci. Circa gli altri servizi ovvero i trasporti pubblici e la fornitura di acqua potabile, si nota che il primo viene solo sfiorato e il secondo semplicemente ignorato.

D’altra parte come si poteva chiedere alla Regione di mettere le mani sull’acqua dopo un referendum che ha indicato una precisa volontà popolare, in una regione dove da sempre opera un Ente pubblico che tutto sommato fornisce l’acqua più sana di tutta l’Italia? Certo, molto è da migliorare, ma per questo non c’è bisogno di una legge.

martedì 25 giugno 2013

SM 3569 -- Eccedenze di zolfo da recupero -- 2013

La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 25 giugno 2013

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

La difesa dell’ambiente non comporta soltanto dei costi per la collettività; anzi spesso è una fonte di guadagno privato e collettivo se dalla depurazione delle sostanze inquinanti si recupera qualcosa di vendibile. Con cautela, però, perché la quantità delle merci recuperate dai processi di depurazione può anche essere troppa, rispetto alle richieste del mercato e dell’industria. E’ il caso dello zolfo che le raffinerie di petrolio “devono” separare dai prodotti petroliferi per rispettare le norme internazionali: durante la combustione, infatti, lo zolfo presente nei combustibili si trasforma in anidride solforosa e in anidride solforica che a loro volta, con l’umidità, generano acido solforico, una sostanza corrosiva per i metalli esposti all’aperto e per l’esterno degli edifici, oltre a vari altri composti solforati nocivi per la salute.