Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
1. La crescita o il declino degli affari e dell'economia di una impresa o di un paese, o dell'intera comunità mondiale, dipende dalla crescita o dal declino della produzione e dei consumi di beni materiali. Ogni unità monetaria dell'economia è, infatti, direttamente o indirettamente legata alla produzione e all'uso di merci e servizi; a loro volta i servizi --- informazione o salute, istruzione o abitazione, benessere e felicità --- sono legati alla disponibilità di beni materiali. Non è possibile conservare una buona salute se non si hanno
acqua e energia sufficienti, ospedali con le loro attrezzature, se non si ha cibo sufficiente. Non è possibile avere una vita dignitosa se non si ha una abitazione che a sua volta è fatta di cemento o legno ed è raggiungibile con mezzi di trasporto e attraverso strade; non si può ottenere una istruzione se non si ha una lavagna e un banco di legno, non sin possono curare le malattie se non c’è un ospedale con i suoi letti, e così via.
Qualsiasi attività economica è basata sull’estrazione di risorse fisiche dai corpi naturali, sulla loro trasformazione in oggetti utili che chiamerò “merci” e nella loro circolazione fra le persone impropriamente chiamati consumatori, perché in realtà non consumano gli oggetti acquistati ma li trasformano, in un tempo più o meno breve, in scorie e rifiuti che ritornano nei corpi riceventi naturali. Il processo, a ben guardare (e non potrebbe essere altrimenti) è del tutto simile a quelli che stanno alla base dalla vita nei grandi cicli naturali
produttori-consumatori-decompositori.
La maggior parte dei fenomeni economici si manifesta con la crescita, il raggiungimento di un picco e il declino della produzione delle merci, espressa come massa o numero per unità di tempo; in maniera analoga a quanto avviene nelle popolazioni di esseri viventi (1)-(11).