sabato 4 febbraio 2012

Crescita, declino (e resurrezione ?) del mercurio

La Gazzetta del Mezzogiorno, domenica 5 febbraio 2012

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

In Toscana quando si vuole indicare una persona bizzarra, si dice che è “matto come un cappellaio”. Il “cappellaio matto” è uno dei personaggi del libro di Lewis Carroll, “Alice nel paese delle meraviglie”. Effettivamente molti lavoratori addetti alla produzione dei cappelli soffrivano di malattie mentali per colpa dei sali di mercurio usati per tingere di nero i feltri destinati alla produzione di cappelli. Cominciava così la consapevolezza dei pericoli alla salute dovuti a mercurio, uno strano metallo, l’unico allo stato liquido, noto da tempi antichissimi e ammirato per il suo carattere liquido e argenteo; il mercurio è stato confuso spesso con l’argento, tanto che in molte lingue il suo nome è stato associato a questa proprietà.

Il simbolo chimico del mercurio è Hg, abbreviazione di hydrargirium, che si può tradurre ”argento liquido”; in tedesco è Quicksilber, argento mobile. Il nome “mercurio” deriva dal nome del dio latino che correva sempre. Quante volte in casa si è rotto un termometro e si è osservato che dal bulbo usciva una pallina argentea che correva da tutte le parti sul pavimento e si infilava in tutte le fessure. Col passare del tempo ci si è resi conto del pericolo dovuto al fatto che il mercurio è volatile e i vapori di quel mercurio, sparso sul pavimento, potevano essere assorbiti dagli abitanti della casa con danni alla salute, tanto che adesso è vietata la produzione e il commercio dei termometri a mercurio.

martedì 3 gennaio 2012

Materie prime: nessuna è eterna

La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 3 gennaio 2012

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

“Commodities” è una parola inglese, ma ormai internazionale, che indica le merci e le materie prime da cui dipende la possibilità che ciascuno di noi ha di trovare nell’edicola questo giornale, nei distributori la benzina o il gasolio, negli scaffali dei negozi la pasta o le scatolette di conserva di pomodoro. Gli innumerevoli oggetti del consumo quotidiano dipendono da un gigantesco flusso di “commodities”, diecine di miliardi di tonnellate all’anno nel mondo. Esistono delle speciali borse-merci in cui viene fissato il prezzo, ora per ora, di ciascuna di tali “commodities” che comprendono minerali metallici, fonti energetiche come carbone, petrolio, gas, metalli come oro e platino, ma anche zinco e stagno, prodotti agricoli come frumento, zucchero, pancetta di maiale, legname, eccetera.

mercoledì 12 ottobre 2011

Persone della Merceologia: Emilio Abelardo Romegialli (1851-1938)


Il giorno 17 dello scorso maggio (1938) alla tarda età di 87 anni serenamente, come sempre visse, si è spento in Verona il prof. cav. uff. Emilio Abelardo Romegialli. Nacque a Sondrio nel 1851; dopo i primi studi nella città nativa nell'Istituto industriale e professionale, passò al R. Museo industriale di Torino, dove ottenne nel 1871 l'Attestato finale di esercizio pratico della Chimica tecnologica ed analitica. Dal Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio, nello stesso anno fu inviato, per un corso di perfezionamento in Chimica tecnologica, al Politecnico di Zurigo, che frequentò per un triennio sotto la guida dei proff. Kopp e Wislicenus.

Una rivista di Merceologia dell'Ottocento

Per una storia della Merceologia è interessante ricordare una "Rivista di Merceologia" di cui esistono alcuni fascicoli schedati da http://www.lombardiabeniculturali.it/pereco/schede/637/

Il titolo è "Rivista di merceologia", Sottotitolo: "Per la repressione delle sofisticazioni e delle falsificazioni dei prodotti commerciali. Eco dei laboratori di chimica igienica e tecnologia delle Camere di Commercio", pubblicata a Milano-Roma, poi Milano.

I fascicoli esistenti vanno dall'anno I, fascicolo I, datato gennaio/febbtaio 1891, all'anno II, fascicolo XI-XII, novembre-dicembre 1892, apparsi con periodicità bimestrale e poi mensile. Pagine 48, poi 24. Formato 15 x 22.

Il Direttore risulta Dioscoride Vitali; l'editore Ambrogio Pavia, poi Felice Pavia (proprietarui responsabili). Lo stampatore risulta la Tipografia del Riformatorio Patronato poi Tipografia del Patronato, Milano.

La rivista (come si legge nel primo numero), esce come supplemento al «Bollettino farmaceutico». Si legge, infatti, nell'articolo Al lettore del gennaio 1891 che "delle cognizioni di merceologia ha somma necessità il farmacista" che, tramite la nuova rivista, potrà accrescere il proprio "patrimonio scientifico", facilitando "il compito dei propri doveri professionali".

La rivista, che è organizzata in rubriche, non si limita a trattare le sostanze farmaceutiche in senso stretto, ma si rivolge all'intero campo merceologico, con particolare attenzione verso i metodi di identificazione di "sofisticazioni e falsificazioni delle merci". Nella rubrica "Metodi di fabbricazione e d'analisi delle merci" trovano spazio articoli come Principali reazioni cromatiche caratterizzanti l'olio d'oliva (settembre-ottobre 1891), o Mezzi per riconoscere le resistenze delle pietre al gelo (novembre-dicembre 1891), in cui vengono descritti processi di lavorazione e metodi pratici per testare i prodotti.

Altre due rubriche "Nuovi prodotti e informazioni commerciali" e "Legislazione, giurisprudenza, contenzioso rispetto alle merci" completano la pubblicazione. Nella prima si alternano notizie brevi dal mondo (cfr. Importazione ed esportazione fra Italia e Francia, settembre 1892) o prospetti di andamenti commerciali (cfr. Riassunto dell'esito del raccolto dell'olio d'oliva in Italia nel 1891-1892, luglio 1892). Nella seconda troviamo norme, regolamenti, decreti o commenti che riguardano l'intero arco merceologico (cfr. Decreto ministeriale che assimila per gli effetti doganali la saponina alla salicina, aprile 1892 o Interpretazione dell'art. 42 della legge di sanità pubblica alimenti degli animali, settembre-ottobre 1891).

Gli articoli provengono per lo più da autori esterni alla redazione o sono tratti da altre pubblicazioni. I pezzi interni non sono firmati. Redattore capo è Nicomede Coscera.

La pubblicazione cessa nel dicembre del 1892 tornando ad essere incorporata come rubrica "Merceologia" nel «Bollettino Farmaceutico». Ciò avviene a causa di sopraggiunte ristrettezze finanziarie, ovvero per "conciliare l'interesse economico degli abbonati con quello dell'amministrazione" (Ai cortesi collaboratori, ai benevoli soci, novembre-dicembre 1892).

sabato 1 ottobre 2011

Persone della Merceologia: Luciano Favretto (1932-2011)

Luciana Gabrielli
Mi è stato richiesto di ricordare Luciano Favretto professore di Merceologia; avrei voluto che fosse qualcun altro a parlarne, in quanto sono certa che ha lasciato il segno nel cuore di tutti quelli che lo hanno conosciuto, perché lui era una persona speciale per la sua bontà e per la mancanza di qualsiasi tipo di critica verso il suo prossimo. Si confrontava con gli altri con il suo sorriso perché sapeva vedere il lato buono in tutte le persone che aveva conosciuto.

mercoledì 7 settembre 2011

Le ricchezze della Terra

In: “Terra. Parolechiave 44”, Carocci editore, 2010, p. 69-76
  
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

I circa settemila milioni di persone esistenti sulla Terra possono “vivere”, cioè mangiare, scaldarsi, muoversi, comunicare, soltanto disponendo di beni materiali che possono essere tratti soltanto dalla Terra. Anche i beni apparentemente immateriali dipendono in gran parte da cose materiali; non è possibile avere felicità, dignità, libertà, se manca il cibo, l’acqua, un rifugio per la famiglia, non è possibile avere salute se non si dispone di acqua potabile, di gabinetti, di fognature, di servizi sanitari.

La Terra, da parte sua, col suo insieme di gas dell’atmosfera, di acque dolci e saline, di terreni e rocce superficiali e sotterranee, ha sulla sua superficie o nel suo interno grandissime, anche se non illimitate, ricchezze il cui uso è stato sempre ed è uno degli strumenti per assicurare una buona vita, ma anche solo la sopravvivenza, degli esseri umani.

Crescita e declino delle lampade ad incandescenza

La Gazzetta del Mezzogiorno, mercoledì 7 settembre 2011

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

Per la serie crescita e declino delle merci l’ecologia ha assassinato un altro dei grandi successi della tecnica, la lampada ad incandescenza, accusata di consumare troppa elettricità.. Col passare del tempo e con la crescita dell’attenzione per la sicurezza, la vita e l’ambiente molte merci di grande successo in passato sono state condannate a morte. Si pensi al DDT, salutato come la sostanza chimica che ha sconfitto la malaria, il cui uso è stato vietato dopo che si è scoperto che, per il suo carattere persistente, non biodegradabile, era in grado di intossicare molti esseri viventi e anche gli umani; il mercurio, che ha consentito la nascita dell’industria chimica e della produzione del cloro e che è stato impiegato per decenni nei bulbi dei termometri, è destinato a scomparire a causa della sua elevata tossicità; il piombo tetraetile, l’additivo per benzine che ha permesso decisivi progressi verso automobili più veloci e potenti, è stato bandito per la sua pericolosità e tossicità per i lavoratori e per l’aria urbana.